VARDIREX 2018 – ESERCITO: CI PUOI CONTARE, SEMPRE.

VARDIREX 2018 – ESERCITO, A.N.A. E PROTEZIONE CIVILE RISPONDONO ALL’EMERGENZA.

L’Italia è un Paese soggetto ad eventi naturali catastrofici, purtroppo sempre più frequenti e disastrosi. Ne sono testimoni i recenti eventi sismici del centro Italia, ma anche le inondazioni che flagellano il territorio da nord a sud, frane e valanghe, nonchè tragici avvenimenti correlati alle attività umane, quale il recente crollo del ponte Morandi a Genova.

Non per nulla l’Italia si è dotata di un complesso sistema di Protezione Civile, capillare ed efficente; ne fanno parte tutti quegli organismi civili e militari che hanno le potenzialità per fornire soccorso, supporto, assistenza a vario titolo. A seconda della dimensione e gravità dell’evento possono essere attivate la totaità di esse, oppure solo alcune.

Una partecipazione pressochè costante è fornita dall’ESERCITO il quale, grazie alla sua struttura, agli equipaggiamenti, alla elevatissima capacità logistica che è prerogativa di una Forza Armata, è in grado di produrre in breve tempo il necessario spiegamento di forze e mezzi specializzati più idonei a fronteggiare la situazione di crisi, in coordinamento con gli altri Enti della Protezione Civile.  Operare in contesto allargato, quindi non solo militare ma in collaborazione con altri enti civili, comporta la necessità di un addestramento mirato per una integrazione delle rispettive capacità, conoscenze, modalità operative.

Le TRUPPE ALPINE costituiscono una delle principali componenti dell’Esercito, i cui Reparti sono schierati lungo tutto l’arco alpino del nord Italia ed in Abruzzo. Esse mantengono, in ogni regione ove sono presenti, un assetto capacitivo, denominato Pu.Ca. ovvero Pubblica Calamità, pronto in stand-by con mezzi e materiali. Inoltre ogni Reparto, a livello di Reggimento, dispone di una squadra di soccorso alpino, creata per autosoccorso, idonea e disponibile per essere impiegata anche di notte ed in particolari situazioni di emergenza, anche quando i normali sistemi di comunicazione non sono utilizzabili. Dette squadre, in sinergia con gli assetti Pu.Ca. e le altre componenti dell’Esercito, costituiscono un prezioso strumento di soccorso anche per le emergenze civili.

Ed è proprio nell’ottica di una maggiore collaborazione ed integrazione fra diverse organizzazioni che le Truppe Alpine prevedono fasi di addestramento congiunto durante le loro esercitazioni ricorrenti; ad esempio, nel corso dell’anno 2018, squadre di soccorritori del CNSAS, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri hanno preso parte alla esercitazione invernale CaSTA ed a quella estiva 5 Torri.

L’esercitazione più recente si è svolta dal 17 al 20 Ottobre 2018, concepita espressamente come esercitazione di Protezione Civile, nel corso della quale sono stati simulati eventi calamitosi quali terremoto ed alluvione: denominata “VARDIREX 2018-Various Disaster Relief Management Exercise” l’esercitazione si è svolta contemporaneamente su tre aree operative differenti, in Veneto, Abruzzo e Piemonte, ed ha schierato sul campo 800 uomini dell’ESERCITO e dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI, con il supporto del Dipartimento della PROTEZIONE CIVILE e dell’ AERONAUTICA MILITARE.

L’area operativa Piemontese.

Nei pressi di Fossano, in provincia di Cuneo, una alluvione ha prodotto danni al territorio, difficoltà alla circolazione, ingenti danni alle abitazioni. Una famiglia di cinque persone dispersa ed un ponte crollato i punti di maggiore criticità.  La Prefettura di Cuneo invia, fra gli altri, un messaggio di allertamento al Comando Forze Operative, il quale a sua volta, tramite la Sala Operativa presso il Comando Brigata Alpina Taurinense in Torino, allerta le sale operative del 32° Reggimento Genio Guastatori di stanza a Fossano ed il 2° Reggimento Alpini.  L’esercitazione è strutturata con assetto C2, Comando e Controllo, il quale garantisce il simultaneo e veloce flusso di informazioni, coordinato poi con gli assetti della Protezione Civile e dei comuni coinvolti.

Ripristinare la viabilità interrotta a causa del crollo del ponte è di primaria importanza al fine di poter fra affluire i soccorsi nell’area alluvionata; nell’arco di tre ore l’assetto Pu.Ca. del 32° Reggimento Genio Guastatori è attivo ed un suo Plotone procede alla costruzione di un ponte Bailey per il superamento di un torrente.

Il ponte Bailey è un ponte logistico realizzato con elementi componibili in acciaio; nell’occasione, in sole 8 ore, è stato varato un ponte del peso di 25 Ton., con una luce di 18 metri ed una carreggiata di 3,8 metri.  Ciò consente all’ ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI -ANA, unitamente al Reggimento Logistico della Taurinense, di far affluire in loco la colonna mobile ed allestire un campo di prima accoglienza per gli sfollati, equipaggiato anche di un Posto Medico Avanzato dotato anche di personale per il supporto psicologico.

Grazie all’impiego dei droni della Protezione Civile viene individuata la famiglia dispersa, per il cui recupero si rende necessario l’intervento di una squadra di soccorritori militari del 2° Reggimento Alpini, la quale viene elitrasportata sul posto tramite un elicottero AB-205 del 34° Gruppo Squadroni Toro dell’ Aviazione dell’Esercito, giunto dalla base di Venaria Reale nei pressi di Torino.  Data l’impossibilità all’atterraggio la squadra di soccorso si cala nei pressi dei malcapitati utilizzando la tecnica del fast-rope: i soccorritori si calano a terra molto rapidamente tramite un canapo fissato alla carlinga dell’elicottero mentre quest’ultimo si mantiene in volo stazionario.

Nel frattempo un secondo Plotone del 32° R.G.G. provvede alla rimozione macerie, mentre altro personale dell’Esercito viene richiesto per compiti di presidio delle aree sfollate e vigilanza anti-sciacallaggio, in concorso alle Forze dell’Ordine; persone infortunate ed isolate vengono soccorse sul posto dal personale specializzato dell’ A.N.A., barellate e trasportate, anche utilizzando tecniche alpinistiche per superare ostacoli e piccoli corsi d’acqua.

Infine, nelle parole del Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, Comandante le Truppe Alpine, l’essenza dell’esercitazione: “noi non vogliamo occupare spazi e competenze che sono di altri, ma in ambienti così vasti come l’arco alpino, piuttosto che che eventi catastrofici di piccole e grandi dimensioni, siamo un assetto equipaggiato ed addestrato ad operare al meglio, e lo possiamo fare in sinergia con le altre organizzazioni. In particolare con l’ Associazione Nazionale Alpini condividiamo un linguaggio comune, avendo lo stesso background, ed anche gli stessi valori.

Occorre evidenziare come, oltre agli interventi in occasione dei singoli eventi di emergenza, l’Esercito sia quotidianamente impegnato in supporto al nostro Paese; le operazioni più evidenti: 7000 uomini partecipano all’Operazione Strade Sicure in supporto delle Forze dell’Ordine, l’impiego degli assetti specializzati nella bonifica di residuati bellici (solo negli ultimi tre anni sono stati condotti più di 7000 interventi di rimozione e bonifica), gli elicotteri dell’AVES Aviazione dell’Esercito contribuiscono alla lotta contro gli incendi boschivi.

Libro dedicato al soccorso. Contatta info@operazionivolo.com

Il Piemonte brucia

Il mese di Ottobre del 2017 è stato letteralmente “infernale” per le montagne piemontesi.
Decine di incendi boschivi hanno aggredito le vallate anche a quote medio alte, scendendo fino a lambire i villaggi a fondo valle.
Aerei Canadair e quasi tutti i tipi di elicotteri disponibili sono intervenuti per domare le fiamme.
Di seguito una rassegna di immagini riprese nelle Valli di Susa, Chisone. Germanasca.