AXALP 2018

SWISS AIR FORCE LIVE FIRE EVENT

Il poligono dell’ Axalp Ebenfluh, situato nel cuore delle Alpi Svizzere, è utilizzato per l’addestramento al tiro dei piloti della Forza Aerea Svizzera. Qui, ogni anno nel mese di ottobre, la Swiss Air Force organizza una dimostrazione “live” delle capacità professionali dei propri piloti.

Lo show, seppur breve essendo concentrato in una ora e trenta minuti circa, ha conquistato risonanza mondiale per diversi fattori: il “firing range” è il più elevato d’Europa a circa 2200 metri di quota, l’ambiente è affascinante, le difficoltà del volo militare ad elevate prestazioni in un ambiente ostile quale è una vallata alpina in alta quota, la vicinanza dei velivoli agli spettatori, la reale attività di sparo con la possibilità di verificare visivamente i target colpiti dai proiettili.

L’edizione 2018 ha visto per l’ultima volta la partecipazione dei caccia leggeri Northrop F-5E Tiger II, esibiti sia nei tiri e sia in volo in formazione con la Patrouille Suisse.

Il caccia, in uso sin dal 1978, verrà radiato dal servizio a breve ed il tema della sua sostituzione, così come quella di alcuni altri apparati della Luftwaffe svizzera, sono stati oggetto di un ampio briefing pre-attività svoltosi sulla base di Meiringen, a cura del Comandante delle Forze Aeree Svizzere, Generale Bernhard Muller.

Il messaggio trasmesso è la necessità di rinnovamento della Forza Aerea al fine di essere adeguatamente equipaggiata per far fronte alle sfide del futuro, ed a svolgere al meglio i compiti istituzionali: difesa globale, supporto alle autorità civili, promozione della pace. Affinchè ciò sia fattibile nei prossimi anni si renderà necessario sostituire, in ordine di tempo, sistemi missilistici contraerei, radar, artiglieria contraerea, sistemi terrestri di trasporto e combattimento. Nel 2025 il caccia F/A-18 Hornet sarà al termine della vita operativa, mentre la flotta di elicotteri da trasporto sarà obsoleta nel 2030.  Tutto ciò in un contesto politico e di sicurezza, a livello mondiale, in continua evoluzione. Dal tempo dell’attentato alle torri gemelle, 11 settembre 2011, abbiamo assistito ad una escalation di conflitti, crisi, attentati; prevedere cosa avverrà in futuro è impossibile, ma l’ammodernamento delle forze armate è un fatto già attuale, per far fronte al quale  occorrerà un aumento annuo del budget per le spese militari dell’ 1,4% .

L’ Air Force Live Fire Event del 2018 ha visto, oltre ai tiri “live” di F-5E ed F/A-18, anche la dimostrazione di una intercettazione di un velivolo civile sospetto da parte di due caccia F/A-18 ed il volo in formazione di velivoli Pilatus PC-7 e F/A-18 Hornet. Purtroppo il forte vento ha condizionato l’attività di volo, con l’annullamento delle dimostrazioni antincendio e soccorso degli elicotteri.

In ogni caso è stato possibile apprezzare la proverbiale organizzazione e professionalità svizzera, sia per le attività di volo quanto per l’accoglienza.

Alla Forza Aerea Svizzera va il mio personale ringraziamento per l’ospitalità e disponibilità riservatemi.

LA TRAGEDIA DEL MONTE FREIDOUR

LO SCHIANTO DEL LIBERATOR B24 al MONTE FREIDOUR

Cima del Monte Freidour, quota 1452m.: qui il 18-settembre-1994 la Comunità Montana “Pinerolese Pedemontano” inaugurò un monumento dedicato all’equipaggio di un aereo alleato caduto su questo monte nel corso della Seconda Guerra Mondiale nel tentativo di rifornire di equipaggiamenti e munizioni la Resistenza.

Io c’ero, e posso testimoniare che quello fu un giorno di festa e di memoria, presenti anche autorità militari delle forze aeree della Gran Bretagna e del Sud Africa.

Oggi, nell’Ottobre 2018, approfittando delle giornate calde e luminose, ho voluto ripercorrere la salita a quel monte; data non casuale poiché lo schianto del velivolo avvenne nella notte del 13-Ottobre-1944.

Cosa successe quella tragica notte.

Nell’autunno del 1944 gli alleati, che occupavano il sud Italia, tentarono di rifornire di armi, munizioni e vestiario le formazioni partigiane attive sulle Alpi. L’unico modo per poterle raggiungere era aviolanciare il materiale andando incontro a notevoli rischi, sia per l’orografia del territorio e per le condizioni meteorologiche sovente degradate data la stagione, sia per la possibile reazione delle truppe di occupazione tedesche.

Quella notte, da una base aerea nei pressi di Foggia, decollò una formazione di 16 aerei, appartenenti alla South African Air Force ma con equipaggi misti composti da personale inglese, scozzese, australiano e sud africano. I punti di aviolancio erano ubicati su diversi siti sparsi nel nord-ovest, fra Liguria e alto Piemonte.

Il target del velivolo quadrimotore Consolidated B24 Liberator, marche KH-239, era nella fascia prealpina dei comuni del Pinerolese. Normalmente i lanci avvenivano di notte, cosa che aumentava il già elevato livello di pericolo essendo i piloti costretti a volare a quote relativamente basse in prossimità delle montagne. Se poi ai rischi insiti della missione sommate, come avvenne quella notte, lo scatenarsi di una violenta tempesta, potete intuire le difficoltà affrontate dagli equipaggi. Sembra la trama di un film eroico, purtroppo fu la triste realtà vissuta da molti giovani aviatori nel tentativo di portare a compimento la missione a loro affidata.

Il KH-239, volando nella tempesta, finì con lo schiantarsi contro le pareti del Monte Freidour, senza possibilità di scampo per gli otto componenti l’equipaggio, dall’età compresa fra i 20 ed i 24 anni:

F/Sgt Clarence Lawton – Sgt Thomas Fotheringham – Sgt Eric Clift – Sgt Geoffrey Tennison – Sgt David Bishop – Sgt Dennis Wellon – Sgt Stanley Lockton – Sgt John Bucks

Le salme degli aviatori vennero sepolte al Colle Sperina, poco sotto la vetta del Freidour, dove è collocata una lapide alla memoria. Successivamente le salme vennero riesumate per essere sepolte nel cimitero britannico di Milano.

 

Sulla vetta del Freidour spicca il monumento alla memoria dell’equipaggio, inaugurato nel settembre 1994: si tratta di un’opera fortemente rappresentativa, raffigurante delle ali protese verso il cielo ed il territorio sottostante, quasi a simboleggiare un abbraccio fraterno.  Abbraccio che mi piace interpretare essere esteso agli equipaggi di altri cinque velivoli che quella stessa notte si schiantarono sulle montagne piemontesi. Il monumento è realizzato in acciaio ed è un’opera pregevole dello scultore Michele Privileggi.

Il Monte Freidour, una meta consigliata a chiunque voglia unire il piacere di una sana camminata nei boschi alla visita di un sito storico. Il percorso su sentiero, dal parcheggio auto in località Dairin alla cima del Freidour, attraverso il già citato Colle Sperina, non presenta difficoltà alcuna, se non il superamento di un dislivello di circa 500 metri. Oltre al monumento, di interesse storico ed artistico, dalla vetta si gode uno splendido panorama a perdita d’occhio su parte dell’arco alpino, compresa la mole imponente del MonViso, delle vallate limitrofe e della pianura pinerolese.

Dettagli sull’itinerario al link:  https://www.gulliver.it/itinerario/12268/

Libro SALVANDO VITE