Il contributo della Guardia di Finanza ai Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, sia dal punto di vista dell’ordine pubblico, con i propri assetti di forza di polizia in supporto alla sicurezza ed al soccorso, sia da quello sportivo con gli atleti del proprio Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
Le prime Olimpiadi diffuse, una definizione che è divenuta quasi un mantra dei recenti Giochi Olimpici Milano Cortina 2026; due sedi principali e sette sedi di gara: Anterselva, Bormio, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Milano, Predazzo, Tesero.
Una scelta che trova solide motivazioni nella sostenibilità economica e nello sviluppo del territorio, ma che, come ogni scelta, comporta risvolti positivi e negativi, un po’ come le due facce di una medaglia, tanto per rimanere in tema olimpico. Ad esempio mi riferisco alle azioni da intraprendere necessarie per garantire la sicurezza del territorio nonchè degli atleti e di tutto il personale coinvolto, così come la viabilità e quant’altro su di un territorio che comprende tre regioni ed almeno sette province; si tratta di una considerazione personale, espressa raffrontando quanto avvenne per le Olimpiadi invernali Torino 2006, evento gemello che ebbi la fortuna di seguire assiduamente.



Gli stemmi delle Sezioni Aeree di Varese e Bolzano, con al centro lo stemma del Servizio Aereo
Il contributo della Guardia di Finanza al dispositivo interforze.
A tal proposito, in occasione delle recenti Olimpiadi, la Guardia di Finanza, nel quadro del più ampio dispositivo interforze, ha fornito il proprio contributo concorsuale di rinforzo a disposizione delle Autorità di Pubblica Sicurezza di Milano, Sondrio, Trento, Bolzano, Venezia, Verona, Belluno, volto ad assicurare un’adeguata cornice di sicurezza in tutte le province interessate dall’evento; concorso realizzato attraverso l’impiego complessivo di circa 840 militari, di cui:
– 530 unità AT-PI (Reparti Anti Terrorismo e Pronto Impiego) impiegate per i servizi di ordine pubblico, di scorta e per i servizi di vigilanza ad obiettivi sensibili.
– oltre 310 unità del contingente ordinari, costituite da militari per i servizi di vigilanza ad obiettivi sensibili e Tecnici del S.A.G.F. (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica presso gli impianti di gara.
Inoltre la Guardia di Finanza ha supportato il dispositivo interforze, e le eventuali attività di soccorso, con il proprio Servizio Aereo impiegando gli elicotteri delle Sezioni Aeree di Varese e Bolzano, con le modalità che andiamo a descrivere più oltre; ovviamente, data la natura della mia attività e di questo sito web, l’ala rotante costituisce l’argomento principale dell’articolo.


A sinistra: linea di volo alla Sezione Aerea Bolzano – A destra: Volpe 501 della Sezione Aerea Varese sull’helipad di Bormio
Il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
Abbiamo visto come il contributo della GDF al regolare svolgimento dei Giochi sia stato massivo seppure discreto, presente ovunque ma lontano dalle luci della ribalta. Decisamente più appariscente, e ben venga che sia stato così, la partecipazione ai Giochi degli atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle della GDF, il cui impegno è stato di altissimo livello e visibilità globale. Per chi non lo sapesse la denominazione Fiamme Gialle deriva dal simbolo che fregia le divise dei finanzieri, appellativo che è divenuto di uso comune e che contraddistingue non solo il Gruppo Sportivo ma tutto il personale del Corpo. Volendo fare un parallelismo a tema olimpico le Fiamme Gialle costituiscono un forte valore simbolico per il Corpo così come lo è la Fiamma Olimpica per le Olimpiadi.
La prima medaglia ottenuta dall’Italia ai Giochi è stata conquistata da Giovanni Franzoni, atleta giovane ma ormai affermato, il quale nelle interviste di rito ha voluto sottolineare l’appartenenza alle Fiamme Gialle. Con lui ben 30 gli atleti delle Fiamme Gialle che hanno preso parte ai Giochi Olimpici Invernali 2026:
Barp Elia sci di fondo – Betti Chiara short track – Cassinelli Andrea short track – Dalmasso Lucia snowboard – De Aliprandini Luca sci alpino – Delago Nicol sci alpino – Deromedis Simone skicross – Franzoni Giovanni sci alpino – Ganz Caterina sci di fondo – Ghiotto Davide pattinaggio velocità -Giacomel Tommaso biathlon – Giovanella Mattia curling – Giovannini Andrea pattinaggio velocità – Goggia Sofia sci alpino – Graz Davide sci di fondo -Groblechner Sofia snowboard – Christof Innerhofer sci alpino – Tobias Kastlunger sci alpino – Marta Lo Deserto curling – Michele Malfatti pattinaggio velocità – Jessica Malsiner salto – Simone Mocellini sci di fondo -Nicole Monsorno sci di fondo -Laura Pirovano sci alpini -Alessandro Pittin combinata nordica – Jeffrey Rosanelli pattinaggio velocità – Pietro Sighel short track – Alex Vinatzer sci alpino – Dorothea Wierer biathlon – Elia Zeni biathlon
Il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle ha conquistato complessivamente ben 12 medaglie: 3 d’oro, 3 d’argento, 6 di bronzo; record storico raddoppiando quello precedente ottenuto alle Olimpiadi Invernali Sochi 2014.
Nel supportare l’organizzazione di un evento così complesso ed imponente la Guardia di Finanza, fra l’altro, ha messo a disposizione la propria Scuola Alpina di Predazzo quale sede di uno dei quattro Villaggi Olimpici.



La Scuola Alpina della Guardia di Finanza a Predazzo, allestita quale villaggio olimpico, vista da bordo di un MH169A. Nella immagine al centro da notare la consolle dell’operatore di sistemi con in primo piano il dettaglio della Scuola Alpina GDF.
Il traffico aereo sui siti olimpici.
Olimpiadi diffuse: uno spettatore residente a Milano, già privilegiato in quanto ubicato in una delle due sedi principali, che avesse desiderato visitare tutte le sedi di gara e fare ritorno a casa avrebbe dovuto percorrere oltre 1100 chilometri, circa 20 ore trascorse guidando ininterrottamente.
Un elicottero sarebbe stata la soluzione ottimale, ovviamente opzione alla portata di poche persone e con alcune limitazioni poiché, per gestire il traffico aereo nelle aree dei siti olimpici, sono stati emanati dei NOTAM (Notice To AirMen) che prevedevano delle zone ristrette, aree circolari di circa 5 miglia di raggio, nelle quali potevano accedere solo determinate tipologie di aeromobili: mezzi aerei di Stato, dei servizi di emergenza e del servizio sanitario HEMS, aeromobili pilotati od a pilotaggio remoto specificatamente autorizzati dalla Prefettura di riferimento, utilizzati ad esempio per realizzare immagini televisive e lavoro aereo; di contro, in prossimità delle aree oggetto di NOTAM si è creato un traffico di operatori civili.
Fra le restrizioni in aree NOTAM il volo era consentito con non meno di 1500 metri di visibilità, fatta eccezione per gli elicotteri HEMS.
Per gestire tutto il traffico aereo un operatore Enav era presente all’interno di ognuna delle SOI Sale Operative Interforze, quattro nella sola zona dolomitica a Belluno Bolzano Cavalese Trento, nelle quali operavano esponenti delle varie Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile.



A Bormio, Volpe 501 della Sezione Aerea Varese con il Tecnico di Elisoccorso del SAGF impegnato in una operazione al verricello con barella.
L’ala rotante: le Volpi in veste invernale.
Il Servizio Aereo della Guardia di Finanza dispone di due Sezioni Aeree di Manovra e tredici Sezioni Aeree territoriali, dislocate in altrettanti sedi a copertura dell’intero territorio nazionale.
Di queste ultime due Sezioni Aeree sono basate sull’arco alpino, a Venegono Superiore, in provincia di Varese, e Bolzano, entrambe equipaggiate con i moderni elicotteri Leonardo UH169A e MH169A.
Sebbene l’attività di polizia sia il compito principale svolto dal Servizio Aereo della GdF le due citate Sezioni, proprio per la loro collocazione nell’ambiente alpino, svolgono anche un ruolo importante nel caso di situazioni di emergenza che interessano persone e territorio, quali ad esempio la ricerca di persone disperse, soccorso a persone in difficoltà, valanghe e inondazioni, ecc.
I Reparti citati si addestrano regolarmente allo scopo, mantenendo prontezza e capacità operativa, coadiuvati anche dal personale specializzato SAGF Soccorso Alpino Guardia di Finanza, presente sull’arco alpino con le proprie Stazioni SAGF, ed addestrandosi anche con il personale del CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Il dispositivo aereo mobilitato per le Olimpiadi si è avvalso, a vario titolo e con differenti modalità, del contributo di elicotteri appartenenti alle varie forze di polizia, vigili del fuoco nazionali e della provincia di Trento, operatori civili per la componente HEMS.

In hangar della Sezione Aerea Bolzano: in primo piano Volpe 503, UH169A e sullo sfondo Volpe 518, MH169A, di prima mattina pronti per l’impegnativa giornata “Olimpica”
Non potevano mancare le citate Sezioni Aeree della GdF che con i loro elicotteri, il cui appellativo radio è “Volpe” seguito dal codice numerico dell’elicottero (che è anche il simbolo del Servizio Aereo), hanno operato nel duplice ruolo di polizia e soccorso; vediamo nel dettaglio gli aspetti salienti del loro dispiegamento tenendo presente un requisito fondamentale espresso dal Comitato Organizzatore dei Giochi: presso le sedi di gara dove si svolgevano le discipline sportive più rischiose, nello specifico Bormio – Livigno – Cortina, dovevano essere disponibili in prontezza operativa due elicotteri dedicati alle attività dei Giochi, che dovevano permanere in piazzola per tutto il tempo dello svolgimento delle gare, sia durante le prove che per la gara effettiva, e comunque fino a quando la sala operativa lo riteneva opportuno.
L’elicottero primario era configurato per operazioni HEMS, sia come equipaggiamento sanitario sia come composizione dell’equipaggio, ed era fornito e gestito da operatori civili attivi nello specifico settore, pronto ad intervenire nel giro di pochi minuti in soccorso agli atleti, al personale al lavoro, ai volontari e chiunque fosse impegnato nello scenario delle Olimpiadi.
L’elicottero secondario, fornito dagli Enti di Stato, aveva la funzione di garantire la continuità delle operazioni di soccorso, con varie modalità che andremo a spiegare, nel caso in cui il primo elicottero fosse già impegnato in un soccorso, consentendo così la rapida ripresa della gara a tutto vantaggio di un suo regolare svolgimento, nonché del rispetto dei tempi della diretta televisiva.


Volpe 501 della Sezione Aerea Varese in atterraggio a Bormio ed il suo equipaggio sulla piazzola alla periferia di Bormio
Sezione Aerea Varese.
Un equipaggio con un aeromobile UH169A delle Fiamme Gialle lombarde è stato rischierato a 20 minuti di volo dalle location olimpiche di Bormio, ove giornalmente veniva poi impiegato presso il locale helipad congiuntamente a un altro mezzo aereo ad ala rotante medicalizzato.
La cabina del Volpe501 in configurazione operativa basica ben si presta, infatti, ad imbarcare la barella ed ospitare il personale di soccorso al seguito del paziente.
L’Azienda Regionale Emergenza Urgenza AREU della Regione Lombardia ha provveduto a fornire il personale sanitario: due medici giornalmente presenti sull’helipad, uno per ogni elicottero, i quali normalmente operano con il servizio di elisoccorso della propria regione in quanto appartenenti sia all’AREU stessa che provenienti da altre regioni.
L’equipaggio per una missione di soccorso era quindi composto da due piloti, tecnico verricellista, tecnico di elisoccorso del SAGF, medico; quest’ultimo, in caso di attivazione della missione, provvedeva a portare a bordo i presidi sanitari da lui ritenuti necessari.


GDF Sezione Aerea Varese: veduta del tratto finale della pista di discesa libera/super gigante denominata Stelvio, sede di gara delle Olimpiadi
Un esempio pratico spiega al meglio le modalità di attivazione ed interazione dei due elicotteri: a seguito della caduta di un atleta i medici presenti lungo la pista, così come infermieri e tecnici del soccorso del CNSAS e del SAGF, intervengono immediatamente e valutano la situazione; un addetto della sala di coordinamento gestisce l’attivazione dei soccorsi, sia sulle piste che degli elicotteri, codifica le operazioni e se allerta l’elicottero il suo equipaggio prende posto a bordo ed effettua la messa in moto rimanendo in attesa di conferma per il decollo.
Se il paziente risulta essere autosufficiente la missione viene abortita e l’equipaggio ferma il rotore e torna in attesa; se il paziente viene imbarellato si procede al decollo per il suo recupero tramite verricello. A questo punto si aprono diversi scenari: se le condizioni dell’atleta sono molto gravi l’elicottero primario lo trasporta direttamente all’ospedale ritenuto più idoneo, di conseguenza l’elicottero secondario subentra nella prontezza operativa per il soccorso.
Se viene ritenuto che le condizioni non necessitano del trasporto diretto in ospedale l’atleta viene portato all’helipad dove viene preso in carico dall’equipaggio dell’elicottero secondario e portato all’ospedale, nel mentre l’elicottero primario si riposiziona per una nuova eventuale emergenza.
Può succedere che, a seconda del quadro clinico, il paziente giunto all’helipad possa essere trasportato via terra con ambulanza.
Da notare che le operazioni al verricello sulle piste vengono effettuate utilizzando la massima estensione del cavo, tiri da 80/90 metri, al fine di preservare la sicurezza di tutte le persone presenti lungo la pista, nonché l’integrità della pista stessa e di tutti gli allestimenti di sicurezza e per la gara: reti protettive, pali, banner pubblicitari e quant’altro.



In volo con la Sezione Aerea Bolzano: a sinistra l’operatore del verricello con sullo sfondo i trampolini del salto; al centro e a destra il cross-country skiing stadium di Tesero
Sezione Aerea Bolzano.
Concettualmente la tipologia di contributo prestato dalla Sezione Aerea Bolzano al dispositivo aereo per le Olimpiadi è lo stesso di quello descritto per la Sezione Aerea di Varese, con alcune peculiarità proprie che andiamo a descrivere.
Ottemperando agli accordi intercorsi con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con il Comitato Organizzatore la Sezione Aerea è stata impegnata nel garantire il supporto di un elicottero “secondario” pressochè quotidianamente sulle sedi di gara di Cortina, in presenza sul posto medico avanzato, e Anterselva, in quest’ultima località presenti principalmente per finalità di ordine pubblico, in stretto contatto con il dirigente della polizia di Stato preposto e presente sul posto, anche grazie alle radio digitali TETRA in dotazione, installate anche a bordo degli MH169A.
Il Reparto ha in carico tre elicotteri Leonardo 169: due della versione UH169A, Volpe 503 e Volpe 505, e un MH169A, Volpe 518. Poichè nel periodo dei Giochi Volpe 505 si trovava in manutenzione programmata, presso l’azienda Leonardo a Cascina Costa, la terza macchina è stata rimpiazzata da Volpe 512 che normalmente è in carico alla Sezione Aerea di Rimini; quest’ultima è stata utilizzata per i compiti di sorveglianza del territorio, di polizia giudiziaria, essendo allestita con i sistemi Flir e consolle di bordo, oltre al sistema IMSI/IMEI-Catcher attraverso il quale il sistema è in grado, “sostituendosi” ad una specifica cella telefonica, di acquisire e catturare il codice IMEI del cellulare o il codice IMSI di una “SIM” telefonica localizzando il target con una accuratezza di pochi metri, rappresentando dunque un valido ausilio in attività di ricerca e soccorso; il sistema può essere utilizzato anche per attività di polizia giudiziaria ed è comunque presente su tutti gli elicotteri menzionati nell’articolo.
Volpe 512 e 518 dispongono inoltre di un apparato video downlink che permette la trasmissione istantanea delle immagini dal sistema di bordo alle sale operative, sistema interforze in quanto lo stesso identico apparato è utilizzato dalla Polizia e dai Carabinieri consentendo una totale condivisione delle informazioni.



In volo sui siti Olimpici con la Sezione Aerea Bolzano: a sinistra e in alto il Cortina Curling Olympic Stadium; a destra la pista Olympia delle Tofane
I due elicotteri “secondari”, Volpe 503 e 518, sono stati utilizzati alternativamente su Cortina e Anterselva e configurati con la cabina priva di apparati di ricerca in modo tale da averla disponibile per il trasporto sanitario. Quando una delle due macchine veniva posizionata presso il PMA Posto Medico Avanzato di Cortina il personale del servizio SUEM 118 Regione Veneto provvedeva ad equipaggiare l’elicottero con l’equipaggiamento sanitario, inoltre un medico ed un infermiere rimanevano a disposizione per tutto il tempo ritenuto necessario dalla sala operativa.
Per il trasporto standard l’equipaggio era costituito da due piloti, tecnico verricellista, medico, infermiere, l’atleta infortunato ed il medico della sua squadra; presso il PMA era sempre presente anche un tecnico SAGF.
Gli ospedali di riferimento erano quelli di Belluno e Treviso, con alternativa Bolzano.
Anche a Cortina, così come avvenuto per Bormio, le modalità di intervento degli elicotteri sanitari potevano variare a seconda della tipologia di infortunio; un esempio il ben noto incidente occorso all’atleta americana Lindsey Vonn: recuperata con il verricello dalla pista venne portata al PMA, da lì trasferita in ambulanza all’ospedale di Cortina presso il locale trauma center; successivamente trasferita all’ospedale di Treviso dall’elicottero primario, il quale nel frattempo era stato svincolato dall’evento olimpico.
Nell’ambito dell’assistenza sanitaria prestata in occasione dei Giochi Olimpici invernali “Milano Cortina 2026”, il giorno 19/02 l’equipaggio dell’elicottero Volpe 503 , rischierato presso il posto medico avanzato (PMA) situato in località Colfiere (Comune di Cortina d’Ampezzo – BL), veniva allertato dal personale medico presente in loco per un trasporto urgente dal policlinico Putti-Codivilla di Cortina d’Ampezzo (BL) all’ospedale di Belluno (BL) di un’accompagnatrice del Team Svizzero. L’equipaggio, integrato come ben descritto nell’articolo da un medico e da un infermiere del S.U.E.M. “118” Veneto e dall’equipaggiamento sanitario previsto, decollava quindi dal PMA per recarsi prima al policlinico, dove avveniva l’imbarco dell’inferma colpita da embolia polmonare bilaterale massiva, poi verso la piazzola elicotteri dell’ospedale di Belluno (BL) dove avveniva lo sbarco della stessa.
Una nota a margine: la Sezione Aerea Bolzano è operativa dalle ore 7 alle 19, con reperibilità del personale per il notturno, per il quale è l’unica Sezione Aerea, insieme al Centro di Aviazione di Pratica di Mare, abilitata ad effettuare missioni NVG SAR Terra di notte, cioè recuperi con il verricello utilizzando i visori notturni.



In volo sulle Dolomiti e particolare dell’allestimento sanitario a bordo dell’elicottero Volpe posizionato a Cortina d’Ampezzo.
In conclusione
Le Olimpiadi invernali si sono svolte dal 6 al 22 Febbraio, ma il dispiegamento degli elicotteri è iniziato già la settimana antecedente l’evento, per poi proseguire anche in supporto ai Giochi Paralimpici Invernali, in programma dal 6 al 15 Marzo.
Un lungo periodo operativo in un contesto unico e probabilmente irripetibile, vissuto unanimemente dagli equipaggi con dedizione e dichiarata soddisfazione, ed anche appagamento per il ritorno in termini di bagaglio di esperienze; una considerazione su tutte mi ha particolarmente colpito: “l’aver contribuito alle attività di soccorso, in supporto agli elicotteri HEMS preposti in prima attivazione, ha costituito una esperienza significativa e formativa, consentendoci di operare in un contesto di emergenza reale, con gli elicotteri equipaggiati per il trasporto sanitario, fatto per noi inusuale, così come l’interagire con il personale sanitario ha permesso di comprendere al meglio le loro esigenze e tempistiche operative.”
DI SEGUITO LA GALLERIA FOTOGRAFICA
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Sezione Aerea Bolzano, operazioni pre-volo


Sezione Aerea Varese su piazzola elicottero di Edolo e Sezione Aerea Bolzano


Sezione Aerea Varese


Sezione Aerea Bolzano in sorvolo trampolini Predazzo e patch elicottero Leonardo MH169A


Sezione Aerea Bolzano: allestimento medicalizzato e sorvolo impianti olimpici di Cortina



Sezione Aerea Varese, rischieramento a Bormio
