CaSTA 2019 Truppe Alpine

CaSTA 2019 – Le Truppe Alpine in azione.

Anche quest’anno non potevamo mancare al tradizionale appuntamento con i CaSTA,  Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, giunti alla loro 71^ edizione e svoltisi in Pusteria e Cadore, con sede a San Candido, dal 17 al 23 febbraio 2019.

Nati per valutare l’addestramento dei soldati specializzai per le operazioni in montagna i Campionati si sono evoluti nel tempo, e la doppia valenza sportiva e militare rendono i CaSTA un evento unico nel suo genere. Nell’arco di una settimana si susseguono in modo incalzante una serie di competizioni sportive, estremamente impegnative sia dal punto di vista fisico che tecnico ed ambientale, alle quali prendono parte i plotoni dei reggimenti alpini e delle nazioni estere partecipanti. In concomitanza alle gare si svolgono alcune esercitazioni: una tecnico-tattica, di valenza prettamente militare, ed una di soccorso in montagna.

Loghi Esercito e Comando Truppe Alpine

Le gare.

Oltre 2000 militari, provenienti da 11 Nazioni (Austria, Bulgaria, Francia, Kazakistan, Libano, Oman, Macedonia, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti),  si sono sfidati sulle nevi della splendida area dolomitica. Alle gare dal taglio prettamente sportivo, quali il biathlon, lo sci-alpinismo, lo slalom gigante ed lo sci di fondo, i soldati-atleti si sono confrontati in sfide prettamente militari, quali le pattuglie e la prova regina, la gara dei plotoni.

Quest’ultima si sviluppa nell’arco di tre giornate, senza interruzioni di sorta poichè anche i periodi di sosta per il necessario riposo si sono svolti in tenda, nell’ambito in un accampamento di tende collocate su terreno innevato ad oltre 1000 metri di quota, il tutto a rimarcare il fatto che pur trattandosi di una competizione essa rimane mirata all’aspetto militare delle prestazioni.

Il 2° Reggimento Alpini di Cuneo si è aggiudicato il titolo, ma possiamo affermare che tutti i 400 militari partecipanti, con il loro equipaggiamento personale che costituisce un fardello di 25 chili,  possono considerarsi vincitori morali di questa durissima prova psico-fisica e tecnica. Non per nulla il Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, Comandante le Truppe Alpine, ha definito gli alpini “soldati al quadrato”, militari capaci di muoversi e resistere in condizioni ambientali estreme, affrontando sforzi e sacrifici enormi.

Manifesto CaSTA 2019

Esercitazione Aquila Blu 2019.

La montagna è un ambiente nel quale muoversi e sopravvivere può costituire una vera sfida, tanto più nel periodo invernale. Altitudine, di per se fattore degradante le prestazioni fisiche umane ed anche quelle meccaniche, basse temperature, neve, vento, condizioni climatiche in rapido cambiamento, orografia irregolare con continui cambi di quota: sono questi alcuni fattori che rendono indispensabile un approccio oculato alla montagna. Preparazione fisica, equipaggiamento, conoscenza del territorio sono fondamentali per chiunque frequenti la montagna, ancora di più per chi vi deve condurre operazioni militari.

Quei soldati che dovessero essere impiegati in attività di combattimento in montagna senza specifico addestramento si troverebbero ad affrontare due nemici contemporaneamente: l’avversario e l’ambiente, con ben poche possibilità di uscirne vincitori. Le Truppe Alpine sono la componente dell’ Esercito Italiano specializzata nel condurre operazioni in montagna, equipaggiate ed addestrate a muoversi, vivere, combattere e sopravvivere in ogni condizione climatica ed orografica del territorio alpino, il Mountain Warfare.

L’equipaggiamento personale e l’utilizzo di tecnologie allo stato dell’arte, oltre al supporto della componente aerea dell’ Esercito e l’integrazione con altre specialità delle Forze Armate, rendono le Truppe Alpine una forza di elité. Ad ogni edizione dei CaSTA viene organizzata una esercitazione mirata a dimostrare al pubblico le suddette capacità di movimento e combattimento. Quella di quest’anno, denominata ‘Aquila Blu 2019’, è andata  in scena nella zona del lago di Misurina, in uno splendido anfiteatro naturale che ben si prestava a riprodurre un tipico ambiente operativo.

L’esercitazione prevede il contrasto dinamico di un avversario da parte di un Task Group, basato sull’8° Reggimento Alpini, il quale deve neutralizzare una unità avversaria che si è infiltrata nel territorio e che intende effettuare azioni di sabotaggio.  L’azione, dinamica ed incalzante, vede l’impiego di numerosi assetti perfettamente coordinati per un rapido ed efficace svolgimento delle operazioni. L’aviolancio con tecnica in caduta libera, da due elicotteri AB-205, consente l’inserzione in territorio potenzialmente ostile di un team di Alpini paracadutisti con il compito di effettuare la Special Reconnaissance, cioè raccogliere informazioni sulle intenzioni, capacità ed attività del nemico.

La squadra multi sensore utilizza un velivolo UAV RAVEN per il controllo del possibile campo di battaglia, mentre le squadre di supporto alla manovra si muovono rapidamente sul terreno grazie ai mezzi cingolati BV206 ed utilizzando la tecnica skijoring (sciatori trainati dai BV206).

Un paio di snipers, tiratori scelti perfettamente mimetizzati nell’ambiente innevato, ingaggiano obiettivi nemici fino ad una distanza di 1000 metri, mentre alcune motoslitte trainano sistemi d’arma quali i lanciarazzi anticarro Panzerfaust 3 e Spike Long Range, ed i mortai medi da 81mm.

L’ingaggio a fuoco neutralizza la pattuglia nemica, mentre un alpiere ferito viene soccorso, stabilizzato ed evacuato a bordo di una barella Akia trainata da motoslitta.

Un secondo attacco viene fronteggiato trasportando una squadra Alpieri con un elicottero multiruolo AB205, che però si rivela insufficiente a fronte della consistenza del nemico, quindi viene richiesto lo schieramento di una sezione di artiglieria da montagna equipaggiata con due obici da 105/14, i quali vengono trasportati in loco da un elicotteri Chinook CH-47F dell’ AVES, a loro volta scortati da due elicotteri d’attacco Mangusta A129.  Il Joint Fire Support Team coordina tutte le attività di fuoco, a terra e dall’aria,  ivi compreso l’intervento di due velivoli AMX dell’ Aeronautica Militare i quali, congiuntamente al fuoco degli obici, saranno risolutivi per l’esito finale del combattimento.

Esercitazione Lupo Bianco 2019.

L’Esercito è sempre in prima linea anche in aiuto e soccorso alla popolazione civile, ne sono testimoni gli interventi in occasione delle purtroppo numerose emergenze che colpiscono in modo così tragico il nostro Paese. L’utilizzo di mezzi e personale militare in attività e contesti civili, impiego definito ‘Dual Use’, è stato il tema della seconda esercitazione sviluppata in ambito CaSTA.

La simulazione di una valanga sulle sponde del lago di Misurina ha permesso di proporre diversi scenari di soccorso a fronte dei quali sono state adottate numerose tecniche e mezzi delle Truppe Alpine, in collaborazione e sinergia con il CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Bergrettung, Associazione Nazionale Alpini, Carabinieri, Croce Rossa, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco.

La ‘Lupo Bianco 2019’ ha visto portare soccorso ad un gruppo di persone disperse in valanga, il disseppellimento di un veicolo sepolto dalla neve ed il salvataggio del suo conducente, il soccorso di un guidatore ferito a bordo del suo mezzo schiacciato da un tronco d’albero, il recupero di un veicolo e dei suoi occupanti trascinati nel lago, il salvataggio di un uomo scivolato in acqua.

La parte aeronautica della esercitazione ha contemplato l’intervento di un CH-47F che ha sbarcato in loco una squadra di soccorso utilizzando la tecnica del fast-rope, mentre un AB205 del 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito ‘Altair’ ha calato con il verricello un soccorritore per il recupero dalle gelide acque del lago di Misurina il malcapitato. Tutte le operazioni si sono svolte di notte, quelle aeree con l’utilizzo dei visori notturni NVG, ed in condizioni ambientali veramente difficili, non solo per l’oscurità e la temperatura rigida ma anche per gli spazi ristretti dove hanno operato gli elicotteri.

Conclusione.

Nell’occasione dei CaSTA il vivere alcune giornate con le Truppe Alpine consente di apprezzare non solo le descritte capacità combat e rescue, ma anche le elevatissime capacità organizzative e di mobilità indispensabili per organizzare e gestire in un breve lasso di tempo un evento imponente quali sono i CaSTA e tutte le attività collaterali.

Inoltre, lasciatemelo dire senza alcuna retorica, anche se potrei essere di parte essendo stato anche io Alpino, vivere a stretto contatto con gli Alpini consente di percepire, anzi di respirare, quella sana aria di appartenenza ad un’unica grande famiglia che contraddistingue ed anima ogni appartenente alle Truppe Alpine.

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